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FERVE IL DIBATTITO SULLA POSSIBILE FUSIONE FORZE PS
Scritto da Administrator   
mercoledì 01 luglio 2009

Pubblichiamo qui di seguito un comunicato ANSA con alcune dichiarazioni del Capo della Polizia Manganelli relative all'unificazione delle Forze di Polizia.

Con l'occasione ripubblichiamo un nostro comunicato stampa di risposta allo stesso tema.

 

COMUNICATO ANSA DEL 30 GIUGNO 2009

SICUREZZA: MANGANELLI; NO FUSIONE FORZE PS MA PERCORSO COMUNE

ROMA, 30 GIU - No alla fusione delle cinque forze di polizia, ma occorre che tutte mettano in sinergia le loro potenzialità per rendere un servizio più efficace. Lo ha detto il capo della polizia, Antonio Manganelli, inaugurando un monumento ai caduti delle forze di polizia al Polo interforze Anagnina del Dipartimento di pubblica sicurezza. Alla cerimonia hanno preso parte il cardinale Giovani Battista Re, prefetto della Congregazione dei vescovi, i responsabili degli altri corpi, tra cui il capo di Stato Maggiore dell'Arma e futuro comandante dei carabinieri, generale Leonardo Gallitelli e parenti delle vittime del dovere che hanno scoperto il monumento. "Questo complesso - ha spiegato Manganelli - è il punto di arrivo di un processo iniziato anni fa per mettere sempre di più a fattor comune tutte le forze di polizia, in modo che mantengano la loro autonomia e le loro tradizioni, senza la prospettiva di fondersi in un unicum che non è detto moltiplichi le loro potenzialità, ma, anzi, potrebbe renderle più fragili; serve però - ha aggiunto - mettere a regime un percorso comune in modo che ognuno nella propria specificità possa dare il suo contributo". Ormai, ha proseguito il capo della polizia, "é stato avviato un circuito virtuoso che realizza una buona sinergia tra le varie forze, rispettando l'orgoglio di appartenenza". (ANSA).

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COMUNICATO STAMPA DI CARMINE ABAGNALE DEL 05 MAGGIO 2009

CARMINE ABAGNALE DICE SI’ ALL’UNIFICAZIONE DELLE FORZE DI POLIZIA

Al dibattito che si è aperto oggi sulla possibilità di unificare le forze di polizia (proposta lanciata al congresso riminese del Sap, il sindacato autonomo degli agenti e a cui ha dato subito parere negativo il capo della polizia Manganelli), interviene anche il Responsabile del Dipartimento Sicurezza e Criminalità del PDL della Lombardia Carmine Abagnale, il quale afferma: “Finalmente anche un sindacato di polizia si è accorto che proporre di unificare i corpi e le strutture, gioverebbe moltissimo all’operatività della polizia. Oltre al fatto che questa azione recherebbe sicuramente un grande beneficio alle casse dello Stato, oggi come oggi più che mai in difficoltà. Ovviamente – continua Abagnale – questa è un’operazione che andrebbe fatta con grande attenzione ed intelligenza. Ogni corpo, infatti, dovrebbe mantenere le propria specificità, evitando di snaturarsi. Capiamo però anche le perplessità del capo della polizia – sottolinea Carmine Abagnale - perché questa rivoluzione potrebbe creare notevoli contraccolpi, in molti sensi. Tuttavia, resto convinto che questa unificazione bisognerebbe proprio tentarla, poichè, secondo me, è falso che ci sarebbe una perdita di efficacia nelle operazioni. Anzi, è vero il contrario: con l'unificazione si recupererebbero più uomini e più risorse, consentendo ad ogni ramo di specializzarsi di più e meglio”. 

 
Maroni e le ronde: "Non saranno ammissibili pistoleros o Rambo"
Scritto da Administrator   
venerdì 26 giugno 2009

 

 

ROMA, 26 GIU - Quando sarà approvato il disegno di legge che disciplina le ronde, non saranno ammissibili pistoleros o Rambo. Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nel suo intervento alla conclusione dell'anno accademico della scuola di perfezionamento delle forze di polizia. Il ministro ha spiegato che il Ddl sarà approvato dal Senato la prossima settimana e subito dopo sarà licenziato il decreto attuativo, già pronto, che regolamenterà le ronde.  "Oggi - ha ricordato Maroni - succede che chiunque può mettersi un berretto in testa e girare per le strade della città. Ciò non sarà possibile con il provvedimento che regolamenterà l'attività della partecipazione di associazioni di cittadini alla sicurezza urbana". E' prevista, ha sottolineato, "una procedura rigida per cui è il sindaco che decide se la ronda serve e informa poi il prefetto che riunisce il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza per stabilire il piano d'azione". Alle ronde, ha aggiunto, possono partecipare non singoli cittadini, ma associazioni che vengano valutate e necessitano di requisiti molto chiari. I sindaci potranno avvalersi in primo luogo di associazioni di ex poliziotti, carabinieri o appartenenti alle forze armate, e i cittadini che vorranno partecipare dovranno svolgere un corso di formazione".  Le ronde, ha proseguito il Ministro, "diventeranno così gli occhi e le orecchie delle forze dell'ordine, con il compito di segnalare situazioni di rischio e, in più, di fare prima assistenza quando c'é bisogno".

(fonte: ANSA)

Ultimo aggiornamento ( venerdì 26 giugno 2009 )
 
Abagnale: “Apprezzo le parole di Maroni ma bisogna fare di più per la Polizia"
Scritto da Administrator   
giovedì 25 giugno 2009

COMUNICATO STAMPA

 IL CONSIGLIERE-POLIZIOTTO CARMINE ABAGNALE: “APPREZZO LE PAROLE DI MARONI MA BISOGNA FARE DI PIU' PER LA POLIZIA”

“Le parole di Maroni sono sagge e del tutto condivisibili, non posso che apprezzarle”, questo il primo commento a caldo di Carmine Abagnale, Segretario provinciale del Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle Forze di Polizia – COISP di Milano, nonché Consigliere Comunale di Milano.

Il Consigliere Abagnale si riferisce alle parole pronunciate oggi dal Ministro dell'Interno Maroni durante il cosiddetto “question time” alla Camera, in cui si confermava da parte del Ministro la volontà di potenziare il servizio di poliziotto e carabiniere di quartiere.

“Voglio però suggerire al Ministro – dice il consigliere-poliziotto Abagnale – di considerare bene la funzione e il ruolo del poliziotto di quartiere, poiché questi ha un senso se alle spalle si trova una struttura e delle risorse che lo aiutino, e che quindi valorizzino e concretizzano al meglio il suo lavoro”.

“Non si può pensare – continua Abagnale – di avere più poliziotti di quartiere e allo stesso tempo non aumentare le risorse della Polizia. Perché il poliziotto di quartiere ha il prezioso compito di raccogliere i pareri e i disagi della gente, ma poi ci vuole una struttura alle spalle che intervenga e risolva i suddetti disagi. Insomma, la gente deve trovare un beneficio reale nella presenza della Polizia, altrimenti il poliziotto di quartiere diventa una comparsa che non serve a nessuno e che non ha nessun effetto”.

“In conclusione – dice Abagnale – va benissimo il poliziotto di quartiere, soprattutto se impiegato in modo continuativo e non “part time” ma bisogna che a questa figura sia supportata da una struttura solida e competente, proprio come sta succedendo a Milano”.
 

Ultimo aggiornamento ( giovedì 25 giugno 2009 )
 
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