Messaggi di cordoglio e solidarietà

Pubblichiamo alcuni messaggi che ci sono pervenuti

 lettera aperta

Abbiamo sentito le urla delle c.d. tifoserie, quelle più motivate e strazianti della famiglia e degli amici, di quelli veri e di  quelli presunti tali, quasi di circostanza. Abbiamo assistito alla solita sfilata di chi ci stava e di chi ci doveva essere. Da ogni parte la “Polizia” è stata attaccata trovando solo i soliti,  sparuti  “difensori”.

 

 Abbiamo subito gli attacchi personali, fisici e ai commissariati e non abbiamo reagito lasciando il campo in mano a quattro sciacalli, ma nessuno si è scandalizzato, anzi! I soliti giornalisti, quelli della cronaca un pò più obiettivi e quelli c.d. sportivi che prima hanno alimentato e soffiato (altrimenti di che scrivono)e poi si sono detti indignati. Ma di che! Loro vivono di questo! Giornalisti improvvisati e solo apparentemente sprovveduti, che spesso scrivono per il piacere dei presidenti delle squadre di calcio da tenersi amici, altre per accontentare qualche giocatore, altre ancora per accattivarsi la curva,quella più ostile e più cretina ma che serve per il loro ego. In mano a questa gente siamo!

Gabriele è morto perchè andava a vedere una partita ma con il calcio  violento non c’entrava nulla. Lui amava la vita ma quel proietto dell’autostrada non poteva saperlo.

Lui non tornerà ed i suoi cari lo ricorderanno sempre, inevitabilmente.

Anche Noi non dobbiamo dimenticarlo, per evitare di sbagliare ancora! Ma in questi momenti, non lasciamo solo il nostro collega. Ha commesso un errore, ma non criminalizziamolo. Diamo anche lui quello che diamo a tutti gli altri. Il giusto processo!

La morte di Raciti a Catania venne sintetizzata da alcuni ambienti politici e  di comunicazione, (sempre quelli da certa sinistra in poi) come un “incidente sul lavoro”.

Sì perchè il poliziotto se muore non è stato ucciso! E’ la solita disgrazia, il fato avverso, il destino di una professione che aveva scelto!

Ipocriti! Ipocriti! Ipocriti! E’ grave che nessun anche fievole cenno si sia alzato e sia arrivato al nostro collega, alla sua famiglia ed a quanti gli sono più vicino! E’ grave che il mondo sindacale della Polizia tace.! E’ grave che il magistrato che conduce le indagini e che formalizzerà l’accusa si sia lasciato a dichiarazioni quanto meno colorite e poco appropriate al momento, cavalcando un’onda che non gli appartiene! E nessuno Le ha riprese. Perchè il guardasigilli non si occupa anche di questo P.M. e del suo comportamento! O forse è troppo preso per pensare a tutelare la Polizia ed un Suo appartenente. O forse lo ritiene impopolare!

E’ grave che i nostri Vertici oltre a gridare che giustizia sarà fatta si siano dimenticati che quel ragazzo è un poliziotto, sempre! perchè ha sbagliato in nome della legge e non altro! Non è un pistolero e tutti noi non lo siamo! Non lasciamolo solo e non lasciamoci abbandonare da chi tutti i giorni ci chiede sacrifici e poi se lo dimentica! Gabriele e la sua famiglia non vogliono vendetta ma solo giustizia.

E tutti Noi la invochiamo! Sempre! E per tutti! Per Gabriele, per i ragazzi e le ragazze delle borgate e per Noi stessi.

Forza amico! Oltre la vita la libertà! Quella di tutti e prima ancora la Tua !

f.to Celeste Bruno – Squadra Mobile -Sezione Sco- Milano

 

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Egr.

PresidenTe e CollaboratoRi, desidero esprimere la mia Solidarietà alle Forze di Polizia a seguito  dei Tragici fatti di Domenica scorsa che hanno visto protagonisTa un’Agente.Nonostante sia Umanamente vicino al dolore della Famiglia del ragazzo caduto Spero che l’immagine della Polizia ne esca indenne stabilendo Comunque le reali responsabiliTà.Ribadisco la mia Stima  verso la Vs/Ns Associazione e mi Auguro di rivederVi in un clima Natalizio più disteso.

Cordiali SALUTI Emanuele Carlo OSTUNI – MILANO/ROMA

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